Pubalgia in gravidanza: prevenzione, sintomi e cause

La pubalgia è un termine utilizzato per indicare un'infiammazione dei muscoli che si inseriscono in corrispondenza della sinfisi pubica. I muscoli interessati possono essere quelli dell'interno coscia, definiti anche adduttori, e quelli dell'addome, definiti retti dell'addome. Per capire meglio di che area stiamo parlando, accenniamo brevemente all'anatomia del bacino.

Il bacino è un complesso di quattro strutture ossee:

  • Il coccige,
  • il sacro,
  • le due ossa iliache.

Ciascun osso iliaco è composta da tre regioni: l'ischio, ileo e il pube, rispettivamente a destra e a sinistra. Il pube rappresenta la parte anteriore dell'osso iliaco, e si viene a trovare davanti e leggermente sopra alla vescica. La componente del pube di destra e la componente di sinistra, comunicano attraverso un'articolazione, chiamata sinfisi pubica. Essa è composta da tessuto cartilagineo e non osseo.

La disfunzione della sinfisi pubica in gravidanza

Fortunatamente, la disfunzione della sinfisi pubica (o pubalgia) è una patologia poco frequente in gravidanza. Si stima che circa il 0,3 - 3% delle donne in dolce attesa sviluppano questo disturbo. Circa il 9% riporta il disturbo a partire dal primo trimestre di gravidanza, mentre il 44% dal secondo trimestre ed infine il 2% durante o dopo il travaglio di parto. Bisogna però ricordare che in generale i dolori della cintura pelvica (ovvero riferiti in qualsiasi area del bacino) vengono tendenzialmente diagnosticati all'interno della disfunzione della sinfisi pubica.

Tra le cause della pubalgia, riveste un ruolo centrale il cambiamento fisiologico che avviene durante la gestazione, sia sul versante ormonale, sia su quello fisico che su quello meccanico:

  • Aumento della lassità legamentosa e muscolare ad opera dell'aumento dei tassi di progesterone e del rilascio di relaxina.
  • Aumento del peso corporeo e spostamento del baricentro della donna con conseguente modificazione della postura. Il baricentro si sposta in avanti, il bacino assume la poszione di retroversione, l'asse testa-collo-spalle assume la posizione di antiversione e aumenta l’iperlordosi lombare.
  • Aumento del sollecitamento, per effetto dell'utero gravidico, sull'articolazione della sinfisi pubica.
  • Sovraccarico sul bacino, per effetto dell'aumento del volume dell'addome, con conseguenza di ripetuti microtraumi. Questi creano piccole lesioni a livello delle inserzioni delle fibre muscolari.

Si è notato che sono maggiormente a rischio di pubalgia le donne con:

  • storia pregressa di pubalgia o alterazioni posturali, precedentemente alla gravidanza,
  • storia pregressa di infortunio al bacino,
  • pubalgia in una precedente gravidanza,
  • la presenza di sovrappeso e obesità,
  • la donna presenta un'ipermobilità in tutte le articolazioni.

I sintomi della pubalgia durante la gestazione

Questa si presenta attraverso una serie di sintomi, che la donna riferisce:

  • disagio e dolore nell'area pelvica, all'inguine, al bacino,
  • dolore irradiato alle gambe e al perineo,
  • fastidio o dolore che comporta la difficoltà alla deambulazione,
  • fastidio o dolore che aumenta nel cambio di posizione (ad esempio da distesa a seduta),
  • dolore che peggiora durante il sonno notturno, e impedisce di dormire bene,
  • lombalgia associata.

Il dolore, e inizialmente il fastidio, è il primo sintomo che compare nella pubalgia. Esso si localizza nella parte bassa dell'addome e può irradiarsi lungo le gambe e i glutei. Il dolore tende ad accentuarsi, con il progredire della gravidanza, quando il peso e il volume dell'utero arrivano ai livelli massimali.

Il dolore dato dalla pubalgia può diventare di entità elevata da impedire molte attività di vita quotidiana: camminare, cambiare posizione da seduta a distesa e viceversa, salire e scendere le scale, allargare le gambe, cambiare posizione nel letto. E' bene rivolgersi al proprio medico, qualora si sentissero i sintomi tipici della pubalgia, al fine di fare una diagnosi precisa.

I sintomi della pubalgia possono essere inizialmente confusi con quelli delle contrazioni uterine, per questo motivo è consigliata la visita ostetrica, per escludere i casi di minaccia di aborto e parto pretermine. Inoltre la diagnosi differenziale verrà posta in confronto con i quadri infettivi del basso tratto urinario, poiché le infezioni urinarie in gravidanza possono inizialmente dare lo stesso quadro sintomatologico della pubalgia.

Conseguenze della pubalgia per il travaglio ed il parto

Le donne in gravidanza, che soffrono di pubalgia, sono spesso preoccupate per le implicazioni che questa ha, rispetto al parto. Non ci sono evidenze che la pubalgia comprometta la fisiologica evoluzione del parto e si ricorra maggiormente al taglio cesareo. Sarà importante ascoltare il proprio corpo, durante il travaglio, e scegliere la posizione migliore per gestire il dolore delle contrazioni uterine.

Durante il periodo espulsivo è fondamentale assecondare l'istinto e scegliere le migliori posizioni, in termini di confort e miglior gestione delle spinte. L'utilizzo dell'acqua e la scelta del parto in acqua, possono aiutare le posizioni libere e ridurre il dolore. Parlarne con l'ostetrica che vi seguirà durante l'evento nascita, è consigliato al fine di arrivare al parto consapevoli e serene.

Come prevenire e ridurre la sintomatologia della pubalgia

Ad oggi non sono stati individuati degli interventi specifici per la risoluzione o il miglioramento dei sintomi della pubalgia, a parte una serie di indicazioni quali:

  • l’utilizzo di stampelle, di supporti pelvici;
  • il ricorso a terapie per il sollievo dal dolore;
  • evitare le posizioni statiche: stare troppo tempo in piedi o sedute;
  • preferire la posizione laterale con un cuscino tra le gambe e dietro la schiena, durante il sonno notturno;
  • evitare il sollevamento di pesi: buste della spesa e borse pesanti;
  • evitare l'accavallamento delle gambe quando si è sedute;
  • scegliere un paio di calzature comode, con tacco basso;
  • evitare sport ad alto impatto in gravidanza come la corsa, i salti, i rimbalzi;
  • nei cambi di posizione del corpo, farlo in modo lento;
  • frequentare corsi di ginnastica di preparazione al parto al fine di ridurre i sintomi legati alla pubalgia, e rinforzare la muscolatura di addome, gambe e schiena e sostenere al meglio il peso corporeo;
  • frequentare corsi dove vengono insegnato gli esercizi di rafforzamento della stabilità del bacino e della schiena. Anche la ginnastica in acqua potrebbe aiutare;
  • frequentare corsi di rilassamento e stretching corporeo, al fine di alleviare le tensioni muscolari, psicologiche: ad esempio lo yoga, i corsi in piscina, la ginnastica per una corretta respirazione e lo stretching prentale;
  • ricorrere al fisioterapista per trattamenti manuali;
  • controllare l'aumento del peso e il corretto BMI in gravidanza, poiché un aumento eccessivo o la condizione di sovrappeso e obesità, aumentano la probabilità di soffrire di pubalgia con un grado più elevato di dolore.

Categoria: gravidanza

Dott.ssa Farah D'odorico

Dott.ssa Farah D'odorico

ostetrica Udine