L'importanza del BETA-hCG: quando farlo e a cosa serve

Il BETA-hCG è l'acronimo utilizzato per indicare una delle subunità dell'ormone gonadotropina corionica umana. L'HCG si compone di due subunità, alfa e beta, dove quest'ultima riveste un ruolo centrale poiché è quella utilizzata nei test per la conferma di una gravidanza.

Il BETA-hCG normalmente è assente nel circolo ematico e nelle urine della donna e tende alla crescita in particolari situazioni cliniche quali:

  • la gravidanza,
  • il puerperio,
  • in caso di mola idatiforme,
  • nel periodo successivo ad un'interruzione di gravidanza e aborto spontaneo,
  • in caso di alcuni tumori.

Il BETA-hCG in gravidanza

La prima diagnosi di gravidanza viene effettuata attraverso la rilevazione dell'ormone HCG sulle urine o su sangue. Questo test viene utilizzato di routine per confermare lo stato gravidico e programmare la prima visita in gravidanza. Oltre alla prima indicazione sullo stato di gravidanza, questo esame risulta utile per valutare l'iniziale andamento della gestazione unitamente all'esame ecografico.

Attraverso il test sulle urine, presente in commercio, è possibile rilevare una gravidanza a partire dal primo giorno di ritardo del ciclo mestruale, ovvero dopo che è avvenuto l'impianto in utero della camera gestazionale. Questo risulta essere un test qualitativo, ovvero risponde alla domanda "Sei incinta?" dando una risposta di "sì" o "no". Per la sua esecuzione si consiglia di utilizzare le prime urine del mattino, poiché maggiormente concentrate.

Il test maggiormente affidabile per stabilire una gravidanza rimane quello effettuato sul sangue. L'esame del sangue che rileva l'ormone risulta positivo soltanto nel 5% delle donne all'ottavo giorno dal concepimento, per salire al 98% all'undicesimo. L'esame ematico del BETA-hCG può quindi rivelare una gravidanza già a partire da qualche giorno prima della presunta mestruazione. Tale precisione non è invece raggiungibile attraverso l'esame delle urine, per il quale è consigliabile l'esecuzione a partire dal primo giorno di ritardo del ciclo mestruale. Questo risulta essere un test quantitativo, ovvero definisce con precisione la concentrazione di BETA-hCG presente in quel momento nel sangue materno. La determinazione della concentrazione permette di orientare la diagnosi delle settimane di gestazione, e il monitoraggio della sua crescita o decrescita verso eventuali approfondimenti. Per la sua esecuzione si consiglia il digiuno per le 8 ore precedenti.

Come si deduce dai paragrafi precedenti, tali test risultano maggiormente affidabili se eseguiti nell'immediata vicinanza all'ipotetico arrivo del ciclo mestruale. Per questo motivo è importante controllare e monitorare il proprio ciclo mestruale, utilizzando delle semplici app o tenendo traccia su un'agenda personale.

Il BETA-hCG viene sintetizzato inizialmente dalla camera gestazionale e successivamente dalla placenta, con lo scopo di garantire la normale evoluzione della gestazione. La sua concentrazione tende ad aumentare esponenzialmente fino al terzo mese in questa modalità:

  • il BETA-hCG raddoppia ogni 2 giorni per valori fino a 1200 UI,
  • il BETA-hCG raddoppia ogni 3 giorni per valori da 1200 UI a 6000 UI,
  • il BETA-hCG raddoppia ogni 4 giorni per valori superiori a 6000 UI.

Durante il terzo mese di gravidanza si assiste al picco massimo di concentrazione, dopo tale periodo il BETA-hCG inizia a stabilizzarsi e poi a decrescere, lasciando spazio all'aumento di concentrazione dell'ormone progesterone, prodotto dalla placenta, che assolverà alla sua medesima funzione per il resto della gestazione. E' possibile rilevare ancora questo ormone dopo il parto, il quale tenderà a scomparire nell'arco di un paio di settimane. A circa due settimane dal parto, il BETA-hCG non è più rilevabile nel sangue della donna.

Il BETA-hCG dopo un aborto

Dopo un aborto spontaneo e dopo l’interruzione volontaria di gravidanza si assiste alla sua decrescita costante, per tornare alle concentrazioni pre-gravidiche, nell'arco di un paio di giorni.

Monitorare che i valori del BETA-hCG si dimezzino ogni 24-36 ore permette di escludere una incompleta espulsione del materiale abortivo. Una decrescita lenta è indice di sospetto di ritenzione di materiale abortivo, il quale dovrebbe essere completamente espulso per evitare complicazioni quali emorragie ed infezioni. Questo è il motivo per il quale dopo un aborto spontaneo o un IVG, si raccomanda l'esecuzione del test su sangue per monitorare il trend della decrescita dell'ormone.

In alcune tipologie di tumori, come ad esempio nei tumori germinali del testicolo e dell'ovaio, le concentrazioni di BETA-hCG aumentano nel circolo ematico. Quantificare la concentrazione permette di porre una diagnosi e di valutare la responsività delle cellule alla terapia in atto, oltre che di monitorare l'eventuale comparsa di recidiva. E' bene sapere che tali tumori non sempre hanno una natura maligna e che in una parte di questi hanno una natura del tutto benigna.

Un'ulteriore situazione, in cui si assiste ad un'esagerata produzione di BETA-hCG, è la mola idatiforme (detta anche mola vescicolare, mola idatidea, mola idatidosa). Tale condizione rappresenta una patologia dell'inizio della gravidanza, determinata dalla degenerazione dei villi coriali in cisti. La mola idatiforme rientra tra le patologie a carico del trofoblato e non permette la prosecuzione della gestazione. Al fine di interrompere precocemente la gravidanza, una diagnosi corretta e precoce permette di programmare per tempo la revisione della cavità uterina, quale trattamento della patologia.

BETA-hCG e calcolo del rischio della sindrome di Down

La determinazione del BETA-hCG su sangue materno viene utilizzato per calcolare il rischio della sindrome di Down.

All'interno dello screening prenatale vi è il bi-test, da eseguire nel primo trimestre di gravidanza, per la valutazione del rischi di anomalie cromosomiche e malformazioni congenite (oltre alla sindrome di Down, anche la sindrome di Edwards-trisomia 18 o la sindrome di Patau-trisomia 13). L'esame permette di individuare un aumento del rischio di anomalie cromosomiche, che dovrà essere confermato soltanto attraverso la villocentesi o l'amniocentesi, poiché il bi-test fornisce solo una stima del rischio e non una diagnosi definitiva. L’esame prevede due approcci:

  • un prelievo di sangue materno al fine di dosare: il BETA-hCG e la proteina plasmatica a (PAPP-A),
  • un esame ecografico per la valutazione della plica nucale del feto: definito translucenza nucale.

Un risultato di alta probabilità non significa che il bambino sia malato, ma indica un maggiore rischio e l'approfondimento al fine di effettuare una diagnosi tempestiva. Nei casi di sindrome di Down, il valore del BETA-hCG risulta essere maggiormente elevato, rispetto ad una gravidanza di un feto non affetto.

Esistono però altre cause che determinano livelli elevati dell'ormone quali:

  • gravidanza gemellare,
  • gravidanza con epoca gestazionale sovrastimata.

BETA-HCG e gravidanza ectopica

Nei casi di diagnosi di gravidanza ectopica, l'utilizzo del dosaggio del BETA-hCG unito all'esame ecografico permette di identificare precocemente questa condizione clinica. L'identificazione di valori di BETA-hCG non corrispondenti all'immagine ecografica dell'epoca gestazionale, indirizzano il medico verso un maggiore approfondimento. Nei casi in cui non c'è una chiara evidenza che l'impianto della gravidanza sia avvenuto al di fuori dell'utero, è utile effettuare dosaggi seriati dell'ormone per valutarne l'andamento. I livelli di BETA-hCG aumentano nel tempo, ma più lentamente, ovvero non mantengono lo standard della gravidanza fisiologica. Inoltre un valore di BETA-hCG per il quale ci si aspetta una chiara immagine del cuore pulsante dell'embrione in cavità uterina, non corrispondente ad alcuna immagine in utero, determina la necessità di controlli seriati da parte del medico.

I fattori che influenzano l'esame

Falsi positivi

In alcuni casi si possono verificare dei falsi positivi, ovvero un esame risulta positivo quando in realtà non è in corso una gravidanza. Si tratta principalmente dei casi in cui vengono somministrati farmaci per la fertilità (in corso di inseminazione artificiale, FIVET, ICSI) a base di gonadotropina corionica umana (come Gonasi®). Se il test viene eseguito in anticipo, il risultato può essere falsato. Bisogna quindi attenersi alle indicazioni fornite dal medico.

Falsi negativi

In alcuni casi si possono verificare dei falsi negativi, ovvero un esame risulta negativo quando in realtà nel sangue o nelle urine materne è presente l'ormone. Si tratta dei casi in cui:

  • l'esame è eseguito precocemente,
  • il test utilizzato sulle urine ha una alta soglia di sensibilità, ovvero servono concentrazioni maggiori per rilevare l'ormone,
  • non si è utilizzato il primo mitto di urine del mattino o non si è rispettato il digiuno prima del prelievo di sangue,
  • il calcolo dell'ovulazione e del ciclo mestruale non sono stati corretti.

Categoria: età fertile

Dott.ssa Farah D'odorico

Dott.ssa Farah D'odorico

ostetrica Udine