Incontinenza urinaria e disturbi della vescica in gravidanza

Già a partire dall'inizio della gravidanza la vescica subisce delle modificazioni e possono comparire i primi sintomi quali un frequente bisogno di urinare, difficoltà a trattenere a lungo l'urina ed episodi di incontinenza urinaria.

Uno dei primi fenomeni che si sviluppa nei primi mesi di gravidanza è l'aumento della frequenza dello stimolo ad urinare, definito pollachiuria. Questo sintomo si ripresenta in modalità aumentata anche alla fine della gravidanza, per opera del fattore meccanico di compressione del'utero gravido sulla vescica, riducendone la capacità volumetrica di riempimento.

La pollachiuria nei primi mesi di gravidanza, si manifesta come conseguenza dell'azione dell'ormone progesterone, che aumenta la sua concentrazione nel circolo ematico fin dai primi giorni di gestazione. Il progesterone ha un'azione miorilassante generalizzata verso la muscolatura liscia e striata del corpo, e in particolare nei confronti della vescica si osserva un rilassamento sia della vescica che dell'uretra.

Queste modificazioni tipiche della gravidanza, comportano la comparsa di bisogno frequente alla minzione, sensazione di mancato svuotamento vescicale completo, utilizzo del torchio addominale per ultimare la minzione e difficoltà nel trattenere la pipì.

Attenzione particolare va prestata alla pollachiuria se oltre a questo sintomi si aggiunge quello del bruciore o del fastidio durante la minzione. La disuria (ovvero la difficoltà ad urinare) e la stranguria (ovvero la minzione goccia a goccia in maniera intermittente, accompagnata da dolore) sono tipiche di una infiammazione della vescica e dell uretra, per opera di infezioni batteriche e vanno tempestivamente diagnosticate e trattate.

Le infezioni del basso tratto urinario sono uno dei fattori di rischio per l'aborto e il parto pretermine, poiché molte di queste infezioni circa il 15% sono del tutto asintomatiche, il medico vi prescriverà ogni mese un'esame delle urine, con l'obiettivo di diagnosticare subito una eventuale infezione urinaria.

Infezioni delle vie urinarie in gravidanza

In gravidanza la donna è più suscettibile alle infezioni urinarie a causa di molteplici fattori tra loro interconnessi:

  • la presenza della vicinanza tra orifizio uretrale e ano nella donna rispetto all'uomo;
  • la minore lunghezza dell'uretra nella donna rispetto all'uomo;
  • rallentamento del flusso urinario a causa del rilassamento della vescica e dell uretra, per opera del progesterone;
  • ostacolo al completo svuotamento vescicale e conseguente ristagno di urina, per compressione meccanica dell'utero gravido sull'uretra;
  • dilatazione dei bacinetti renali per compressione meccanica dell'utero gravido sugli ureteri;
  • presenza di substrati nutritivi nelle urine per i germi;
  • presenza di glucosio nelle urine, substrato nutritivo per i germi, nelle donne con diabete gestazionale;
  • presenza di stitichezza, disturbo molto comune in gravidanza;
  • irrorazione sanguigna più intensa con conseguente maggiore produzione di urina da parte dei reni e minore capacità di riempimento vescicale ad opera dell'utero che si dilata, premendo così sulla vescica.

I fattori sopraelencati permettono ai germi vaginali e ai germi intestinali di risalire l'uretra, di attecchire nella parete vescicale ed eventualmente di risalire gli ureteri.

Tra le infezioni urinarie le principali in gravidanza sono rappresentate dalla cistite e dalla pielonefrite.

La cistite si presenta come una aumentata frequenza alla minzione, che risulta difficoltosa, scende goccia a goccia e provoca bruciore. Si presenta inoltre la sensazione di incompleto svuotamento vescicale ed in alcuni casi la perdita di sangue nelle urine per infiammazione della vescica e dell'uretra.

In una parte dei casi la batteriuria può essere asintomatica e la donna non avverte nessuno di questi sintomi. Sia nel caso di batteriuria sintomatica che asintomatica, si rende necessaria una diagnosi tempestiva, per ridurre i rischi per la salute del bambino, e si effettua attraverso l'esame periodico delle urine e l'urinocoltura eseguita di screening a 12-16 settimane di gravidanza. Si definisce batteriuria la presenza di almeno 100.000 batteri per millilitro di urina.

I sintomi tipici della cistite e delle infezioni del basso tratto urinario sono:

  • pollachiuria = frequente bisogno di urinare;
  • stranguria = dolore o bruciore durante la minzione;
  • ematuria = sangue nelle urine;
  • fastidio o dolore sovrapubico;
  • sensazione di incompleto svuotamento vescicale;
  • incontinenza urinaria;
  • febbre in alcuni casi.

Il germe maggiormente responsabile delle infezioni urinarie è nell’80% dei casi l’escherichia coli, comunemente presente nelle feci.

La terapia è sempre farmacologica con la somministrazione di antibiotici, unita a raccomandazioni di natura igienico-comportamentale quale bere molto (almeno 2 litri al giorno), contrastare la stitichezza, aumentare l'introito di fibre alimentari, indossare abiti in fibre naturali e non aderenti, eseguire una accurata igiene intima e proteggersi durante i rapporti sessuali.

Infezioni vie urinarie pericoli per mamma e bambino

I rischi principali per il nascituro sono:

  • aborto spontaneo;
  • parto pretermine;
  • riduzione del peso fetale alla nascita (meno di 2,5 kg);
  • infezioni endoamniotiche;
  • rottura prematura delle membrane amniocoriali.

il rischio principale per la mamma:

  • Pielonefrite (infiammazione del rene) che se grave può portare ad un'insufficienza renale.

Incontinenza urinaria in gravidanza

Un disturbo dell'apparato urinario molto frequente in gravidanza, circa il 10% delle mamme, è l'incontinenza urinaria (IU). Questo si può presentare a partire dai primi mesi ma tende ad aggravarsi con l'evoluzione della gestazione per incontinenza urinaria si intende la perdita involontaria di urina.

La perdita può avvenire in seguito all'aumento della pressione endoaddominale come salti, starnuti, tosse o indipendentemente dalle azioni compiute dalla mamma. È un disturbo che arreca una diminuzione nella qualità della vita della donna, ma non ha molto spesso origine patologica. Le modificazioni che la gravidanza comporta, quali il rilassamento dei muscoli della vescica, uretra e del pavimento pelvico portano ad avere una continenza meno efficiente in gravidanza.

È importante non confondere l'incontinenza urinaria (IU) con la perdita di liquido amniotico per rottura delle membrane amniotiche, in caso di dubbio è bene rivolgersi in ospedale, dove attraverso un test indolore (prom test) si valuterà se la perdita è di urina o di liquido amniotico. Spesso le mamme che soffrono di incontinenza urinaria (IU) hanno il dubbio che questo sia liquido amniotico, nonostante quest'ultimo abbia un odore caratteristico, non è sempre facile distinguere i due tipi di liquido.

Vediamo le principali differenze:

  • le perdite di liquido amniotico si manifestano come un gocciolamento continuo mentre l'urina come un getto non fermato e che si conclude in qualche minuto;
  • la presenza di striature di sangue e/o muco indica la perdita di tappo mucoso, spesso concomitante con la rottura del sacco amniotico;
  • la presenza di contrazioni che si instaurano subito prima o dopo la rottura del sacco amniotico.

in tutti questi casi bisogna rivolgersi subito presso il reparto di maternità, poiché la rottura delle membrane amniotiche è indicazione assoluta al ricovero ospedaliero.

Tra i fattori di rischio per l'insorgenza di incontinenza urinaria (IU) ricordiamo i principali:

  • il peso materno;
  • l'incremento ponderale in gravidanza;
  • infezioni urinarie;
  • età materna;
  • presenza di incontinenza urinaria (IU) precedente alla gravidanza;
  • donne pluripare (che hanno già avuto parti precedenti);
  • precedenti parti operativi (episiotomia, parto con ventosa, travaglio prolungato);
  • interventi chirurgici pelvici precedenti;
  • stitichezza e presenza di emorroidi;
  • lavori faticosi e sollevamento pesi ripetuto.

L'incontinenza urinaria (IU) si risolve nella maggior parte dei casi autonomamente dopo il parto o in seguito a brevi lezioni di ginnastica pelvica e training quotidiano a casa, che vadano a rinforzare la muscolatura pelvica.

Prevenzione incontinenza urinaria in gravidanza

  • NO al fumo: le fumatrici soffrono spesso di tosse cronica e inoltre riduce l'irrorazione del pavimento pelvico;
  • attenzione al peso in gravidanza;
  • NO assoluto a pancere;
  • evitare abiti attillati e che stringono l'area pelvica;
  • trattare la stitichezza;
  • trattare le infezioni urinarie;
  • evitare lavori pesanti;
  • bere adeguatamente;
  • fare ginnastica pelvica quotidianamente: esercizi di Kegel;
  • libere ad avere rapporti sessuali se avete voglia;
  • assistenza adeguata al parto (movimento della mamma, posizioni libere al parto, rilassamento del perineo, fase espulsiva non prolungata, sostegno del perineo nell'espulsivo);
  • ripresa della tonicità perineale dopo il parto attraverso percorsi mirati per le puerpere (corsi di ginnastica pelvica, remise en-forme post parto).

Categoria: gravidanza

Dott.ssa Farah D'odorico

Dott.ssa Farah D'odorico

ostetrica Udine