Il terzo trimestre di gravidanza: settimane da 28 a 40 - Cosa succede

Il terzo trimestre di gravidanza viene considerato quel periodo che parte dalla 27esima settimana di gravidanza al termine ovvero 40 settimane. Per datare la gestazione si utilizzano le settimane di gravidanza, calcolate a partire dall'ultima mestruazione.

Avere una conoscenza generale dell'ultimo trimestre di gravidanza, è utile per sapere cosa succede al feto, i sintomi principali e le accortezze da adoperare.

La tabella di conversione tra trimestri, mesi e settimane di gravidanza

La gravidanza ha una durata di circa 40 settimane e viene suddivisa comunemente in tre trimestri:

  • primo trimestre: dal primo giorno dell'ultima mestruazione alla 12 settimana
  • secondo trimestre: dalla 13 settimana alla 26 settimana;
  • terzo trimestre: dalla 26 settimana alla 40 settimana.

La crescita della pancia nel terzo trimestre

È proprio negli ultimi tre mesi di gravidanza che la pancia diventa un vero “pancione”. L'aumento importante del volume è dovuto all'aumento di:

  • utero: peso di circa 800-800 grammi, lunghezza di 36 cm, volume di 4-5 litri;
  • liquido amniotico: volume di 500-1000 millilitri;
  • placenta: peso di circa 350-600 grammi;
  • feto.

tra le principali conseguenze dell'aumento toale della pancia della mamma bisogna ricordare:

  • l'aumento della frequenza respiratoria e il respiro superficiale e corto: questo accade perchè l'utero comprime in alto il diaframma, il muscolo che si interpone tra l'addome e il torace.
  • L'aumento dei casi o il peggioramento di pirosi gastrica e reflusso gastro-esofageo: questo accade perchè l'utero comprime lo stomaco e inoltre il progesterone rallenta il tempo di svuotamento gastrico e peristalsi intestinale.
  • L'aumento dei casi o il peggioramento di incontinenza urinaria e di pollachiuria (frequenza della minzione): questo accade per il peso importante che grava sulla vescica alla fine della gravidanza e per il progesterone che porta ad un rilassamento muscolare anche della vescica e dei muscoli del pavimento pelvico.
  • L'aumento dei casi o il peggioramento di stipsi in gravidanza: sia per la compressione intestinale, che per il rallentato transito intestinale ad opera del progesterone che per la sedentarietà che intercorre alla fine della gestazione.

I sintomi del terzo trimestre di gravidanza

Elenchiamo brevemente i sintomi principali del terzo trimestre, che in genere sono sintomi che possono comparire già nei mesi precedenti per poi accentuarsi con il progredire della gestazione:

  • lombalgia;
  • pubalgia;
  • incontinenza urinaria;
  • pirosi gastrica e reflusso gastro-esofageo;
  • vene varicose;
  • stipsi;
  • emorroidi;
  • smagliature;
  • fuoriuscita di colostro dai seni;
  • sindrome del tunnel carpale;
  • contrazioni uterine preparatorie dette “di Braxton-Hicks” e dolorini pelvici;
  • alterazioni dell'umore e labilità emotiva;
  • disturbi del sonno: difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti, sonno poco riposante.

Si avvicina la data presunta del parto

La data presunta del parto che coincide con la 40esima settimana, ovvero i 280 giorni di gestazione, è una data appunto presunta e mai di certezza. Il bambino potrebbe nascere qualche settimana prima o dopo, ma è importante che la mamma riconosca i segni che precedono l'avvio del travaglio di parto vero e proprio.

In questo periodo la donna può avvertire una sensazione di ansia leggera e passeggera, uno stato di paura per quello che succederà e uno stato di euforia e curiosità per la imminente conoscenza del proprio bambino. Questa situazione emotiva, tipica delle ultime settimane di gravidanza, può portare ad alterazioni del sonno, con difficoltà all'addormentamento o ai risvegli frequenti notturni e a stati di labilità emotiva simili alla sindrome premestruale.

In questo trimestre è importante il controllo dei movimenti del bambino, un segno di benessere del bambino. Se non si avvertono i movimenti nell'arco di una giornata intera di 24 ore, o si assiste ad una riduzione sensibile della quantità o dell'intensità, bisogna rivolgersi al proprio medico o al pronto soccorso ostetrico, al fine di valutare il benessere fetale.

Aumenta in questo ultimo periodo anche la paura del parto, paura del tutto fisiologica, che può comparire non solo nella donna ma anche nel partner. E' il momento in cui si discute in coppia delle aspettative, della scelta della presenza o meno del compagno in sala parto, del confronto su come la donna desidera essere accompagnata dal partner in questo evento.

Nei giorni immediatamente prima del parto la donna è pervasa da sensazioni quali insofferenza, impazienza perchè sembra che la data del parto non arrivi mai e sia ancora distante. In questi momenti il ruolo del padre è fondamentale, nell'accogliere le sensazioni materne e nell'offrirle conforto e presenza. Ma allo stesso modo anche la madre deve cercare di accogliere tutte le ansie, paure, aspettative del compagno.

La gestante dovrà anche fare i conti con l'ansia di separazione, ovvero con la consapevolezza che il rapporto simbiotico con il proprio feto durato nove mesi finirà, lasciando lo spazio ad un nuovo tipo di rapporto. Il bambino immaginato diventerà un bambino reale, acquisendo una sua identità.

La modalità di accudimento intrauterino dovrà lasciare lo spazio ad un nuovo modo di accudimento, che dovrà acquisire conoscendo il suo bambino e mettendo in pratica i mille consigli letti, ascoltati da altre mamme e ai corsi pre-parto. Subentra in questo periodo anche la paura di farcela, di essere adeguata e all'altezza del nuovo ruolo, sensazioni queste che avverte anche il padre in questo periodo.

La sindrome del nido

Quasi tutte le donne nel terzo trimestre di gravidanza provano la sindrome del nido, ovvero il bisogno di preparare il nido, l'ambiente che ospiterà il bambino. Si è visto essere questo un istinto primordiale, di protezione del nascituro, che ci accomuna alle altre specie animali.

Nonostante la stanchezza degli ultimi mesi, la donna investe un'enorme quantità di energie in questi comportamenti e azioni. In termini pratici si osserva la madre compiere una serie di azioni, quasi in modo ossessivo, per preparare l'arrivo di suo figlio:

  • urgenza di pulire;
  • urgenza di ordinare la casa;
  • selettività nelle frequentazioni sociali;
  • disinfettare tutto;
  • organizzare gli oggetti per grandezza, tipologia, stanza della casa;
  • riordinare i vestitini più volte alla settimana;
  • necessità di creare un ambiente unico e perfetto ad esempio: comprando mobilia nuova, dipingendo le pareti e appendendo nuovi quadri, abbinando le nuance di colori tra le pareti, i soprammobili e le lenzuoline;
  • buttare via ciò che è superfluo o crea disordine nelle stanze.

Le prime contrazioni e il travaglio del parto

Durante le ultime settimane di gravidanza la donna può avvertire la comparsa delle prime contrazioni dell'utero e di dolori pelvici simili a quelli del ciclo mestruale. Sono contrazioni sporadiche, irregolari sia nel tempo che nella loro durata e intensità, dette contrazioni di Braxton-Hicks.

La donna avverte la pancia che si indurisce per un paio di secondi, provocando fastidio e dolore durante la contrazione, per poi avvertire una sensazione di completo rilassamento della pancia e assenza totale di dolore. La loro localizzazione può essere sopra al pube o dietro nella zona bassa della schiena, irradiate ai glutei e alla radice delle cosce. Le contrazioni preparatorie non sono segno di iniziale travaglio, ma fanno parte del periodo prodromico. La durata di questo periodo è molto variabile da donna a donna, e anche nella stessa donna in gravidanze diverse.

Le contrazioni possono essere accompagnate dalla perdita del tappo mucoso, una perdita vaginale bianca densa striata a volte di rosa-rosso che non ha nulla di simile alla perdita di liquido amniotico (questa è un perdita di liquido trasparente o giallastro non denso, continua nel tempo). La perdita del tappo mucoso non deve allarmare la donna, è un fenomeno fisiologico che significa che il corpo si sta modificando per il parto.

Sia le contrazioni di Braxton-Hicks che la perdita di tappo mucoso non sono un segnale di travaglio di parto, queste possono durare parecchi giorni. Le contrazioni tenderanno ad aumentare in frequenza, durata e intensità fino all'avvio del travaglio di parto vero e proprio.

Nei giorni prima del parto la pancia inizia a scendere, ovvero il fondo dell'utero si abbassa e la donna sente un miglioramento dei sintomi da compressione dell'utero quali: migliore digestione, respirazione meno frequente e respiro meno corto, diminuzione degli episodi di reflusso gastro-esofageo. Questo fenomeno di abbassamento del fondo uterino è dovuto all'incalanamento della testa dle bambino nel canale pelvico del parto. In concomitanza aumenta invece il bisogno di urinare frequentemente, la sensazione di incompleto svuotamento vescicale, un maggiore peso verso il basso della pelvi.

Riassumendo, elenchiamo i segni del periodo precedente all'avvio del travaglio di parto:

  1. perdite vaginali muco-gelatinose striate di rosa-rosso, ovvero il tappo mucoso;
  2. la presenza di contrazioni di Braxton-Hicks: contrazioni irregolari nella frequenza, durata e intensità.

in caso di perdita di liquido amniotico, ovvero in presenza di una rottura del sacco amniotico, bisogna subito rivolgersi al pronto soccorso ostetrico. E' una condizione che prevede il ricovero ospedaliero immediato e il monitoraggio del benessere materno-fetale.

In presenza invece di contrazioni regolari in termini di frequenza (3 in 10 minuti per almeno 30-60 minuti), durata (circa 50-60 secondi) e intensità siamo molto probabilmente in una condizione di travaglio avviato. Anche in questo caso bisogna rivolgersi direttamente alla struttura nella quale si intende partorire o avvisare la propria ostetrica in caso di parto in casa.

Categoria: gravidanza

Dott.ssa Farah D'odorico

Dott.ssa Farah D'odorico

ostetrica Udine