Come non calcolare le settimane di gravidanza

Per calcolare le settimane di gravidanza non bisogna imbattersi in alcuni errori che vedremo sintetizzati di seguito.

Il primo errore per il calcolo delle settimane di gravidanza è quello di partire dalla data ultima dell'ultima mestruazione, al posto che dal primo giorno in cui è comparso l'ultimo flusso mestruale. Ciò risulta di primaria importanza poiché il risultato può differire anche di sette giorni complessivamente, ovvero una settimana intera.

Per ovviare a questo tipo di errore, è sufficiente annotare in un calendario mestruale con un'apposito segno di riconoscimento solo il primo giorno del ciclo mestruale, al fine di recuperarlo nel momento in cui inizia una gravidanza. Per agevolare le donne, abbiamo messo a disposizione questa un utilissimo calcolatore per monitorare le settimane di gravidanza.

Il secondo errore è quello di pensare che la gravidanza inizi nel momento preciso del concepimento, evenienza che ancora ad oggi non è per nulla una data certa. Tale errore, consiste nel considerare certa la data del concepimento, sovrapponendola ad esempio alla data in cui è avvenuto l'unico rapporto all'interno del mese.

Purtroppo esiste una variabilità tra la data dell'unico rapporto avvenuto e la data in cui effettivamente è avvenuto l'incontro tra l'ovulo femminile e lo spermatozoo maschile. Si sa che gli spermatozoi possono rimanere vitali all'interno del canale vaginale anche per più giorni, e fecondare l'ovulo sia in corrispondenza dell'avvenuta ovulazione, sia qualche giorno dopo. Questo fenomeno è permesso dalla vitalità dell'ovulo femminile, che rimane recettivo agli spermatozoi per qualche giorno. Date queste considerazioni, non è possibile calcolare le settimane di gravidanza a partire dalla data del rapporto sessuale.

Il terzo errore è quello di considerare i mesi della gravidanza al posto delle settimane di gravidanza, concettualmente non errato in sé, ma poco preciso. Il calcolo delle settimane di gravidanza rispetto a quello dei mesi, è maggiormente preciso e permette di seguire la gravidanza accuratamente, cosa non possibile con l'uso approssimativo e superficiale dei mesi.

Esistono una serie di esami e approfondimenti clinico-diagnostici che sono raccomandati all'interno di una precisa finestra temporale, calcolata appunto in settimane e non mesi. Questo è il motivo principale per cui è bene tenere a portata di mano le settimane e i giorni precisi in cui è arrivata al giorno odierno la gestazione. Uno o due giorni di differenza possono portare a valutazioni totalmente differenti.

Il quarto errore è quello di pensare che l'età o epoca gestazionale, ovvero le settimane di gravidanza, siano equivalenti all'età o epoca dell'embrione/feto. Nel calcolo della gravidanza vengono conteggiate le due settimane che intercorrono tra il primo giorno del ciclo e l'ovulazione. Questo periodo non contempla l'età dell'embrione, poiché ancora non concepito. E' vero quindi che l'età del nascituro è due settimane minore dell'età della gravidanza.

Ciò non deve portare a confusione, poiché nelle valutazioni ostetrico-mediche sul bambino si tiene già conto di questa stima. E' bene quindi focalizzarsi sempre e solo sulle settimane e giorni della gravidanza e non del nascituro.

Il quinto errore è quello di calcolare le settimane di gravidanza a partire dalla data dell'ovulazione. Anche se ad oggi esistono numerosi strumenti per individuare con molta accuratezza il momento dell'ovulazione, tale stima non è finalizzata al calcolo della gravidanza, ma bensì ad altre finalità (ad esempio per il calcolo del periodo fertile o del periodo non fertile). Non è possibile basarsi sulla data dell'ovulazione, poiché il concepimento non avviene necessariamente in concomitanza con l'ovulazione stessa. Mentre la data dell'ultima mestruazione è certa, la data del concepimento non lo è. L'incontro tra lo spermatozoo e l'ovulo all'interno della tuba avviene all'incirca da 5 giorni prima a 5 giorni dopo l'avvenuta ovulazione, questo perchè esiste una finestra temporale di alcuni giorni di vitalità sia dello spermatozoo che dell'ovulo.

Il sesto errore è quello di dare per certa l'epoca della gravidanza basandosi su un intervallo tra i cicli di 28 giorni. Il calcolo a partire dall'ultima mestruazione presuppone sempre un ciclo di 28 giorni, ma la gran parte delle donne ha un intervallo tra due cicli maggiore o minore di tale numero di giorni.

Questo spiega perchè sia fondamentale la prima ecografia ostetrica, che attraverso la lunghezza vertice-sacro dell'embrione calcola le settimane effettive della gravidanza. Se il medico ridata la gravidanza e fornisce una nuova data presunta del parto, la donna dovrà attenersi a quelle stime poiché maggiormente accurate.

In questo caso per calcolare le settimane di gravidanza non si dovrà più inserire la data dell'ultima mestruazione reale (quella che effettivamente abbiamo annotato), ma la nuova data dell'ultima mestruazione detta “ecografica”.

L'ecografia per migliorare il calcolo delle settimane di gravidanza

Tra le finalità dell'ecografia del primo trimestre di gravidanza esiste la necessità di fare una “datazione” precisa delle settimane e giorni della gestazione. Questa stima è permessa a partire dall'individuazione della lunghezza dell'embrione.

Il ginecologo misura attraverso una sonda ecografica transvaginale, la lunghezza dell'embrione dalla testa al sacro (trovate nel referto del medico la scritta CRL), la cosiddetta biometria fetale.

Il periodo raccomandato per effettuare questo esame in maniera precisa ed affidabile è compreso nei primi 3 mesi di gravidanza, equivalenti a 12 settimane, specificatamente entro la 10 settimana di gravidanza. Questo periodo permette maggiore affidabilità dei risultati poiché le dimensioni embrionarie sono omogenee tra la popolazione. Superato questo periodo le dimensioni embrionarie variano da bambino a bambino, in funzione di molteplici fattori. Alcuni di questi fattori sono: la costituzione dei genitori, la presenza di diabete gestazionale, il fumo di sigaretta e altro ancora.

L'ecografia del primo trimestre viene eseguita in ambulatorio attraverso l'utilizzo di una sonda ecografica per via transvaginale, in maniera del tutto indolore e non invasiva. Si è dimostrato inoltre che l'ecografia non comporta dei rischi né per la madre né per il bambino, poiché le onde ultrasonore non apportano alcun tipo di danno nello sviluppo del feto. Questo esame può comportare un risultato discrepante tra datazione ecografica e datazione sulla data dell'ultima mestruazione. Se questo accade la donna deve ricordarsi di dire sempre la nuova data presunta del parto modificata, e di inserire nei contatori l'ultima mestruazione “ecografica” e non quella realmente avvenuta.

Categoria: gravidanza

Dott.ssa Farah D'odorico

Dott.ssa Farah D'odorico

ostetrica Udine