Come calcolare le settimane di gravidanza

Il calcolo delle settimane di gravidanza è necessario perchè attraverso questo parametro viene seguita e monitorata la gestazione, al contrario di quello che si pensa, ovvero che venga seguita in funzione dei mesi.

Il calcolo delle settimane risulta essere maggiormente preciso e accurato rispetto a quello dei mesi, e permette una serie di valutazioni medico-ostetriche non effettuabile prendendo come riferimento i mesi di gestazione. Oltre alle settimane di gravidanza sono importanti anche i singoli giorni, poiché due o tre giorni di differenza possono modificare una valutazione, la scelta di quando prenotare un esame o addirittura cambiare l'assistenza in caso di ricovero.

Per poter calcolare la gravidanza si parte genericamente dalla data del primo giorno dell'ultima mestruazione avvenuta. Un errore da non commettere nel calcolo delle settimane di gravidanza, è quello di usare l'ultimo giorno del ciclo avvenuto, cosa che porta a un calcolo sbagliato fino anche a una settimana intera di differenza. Questo è uno dei molti esempi da evitare per il calcolo delle settimane di gravidanza.

In funzione dell'ultima mestruazione viene calcolata sia la settimana di gravidanza che la data presunta del parto. All'inizio della gravidanza, oltre all'uso della data dell'ultimo ciclo, è possibile eseguire un test su sangue dell'ormone BETA-hCG, che permette di dosare il livello di questo ormone nel sangue materno. In base ai risultati ottenuti è possibile stimare il periodo in cui è arrivata la gestazione. E' un esame semplice, che si esegue in un laboratorio analisi e permette di avere i risultati in poche ore.

Quando inizia la gravidanza

Molte donne pensano che la gravidanza inizi nel momento in cui avviene il concepimento. Ed effettivamente l'embrione inizia a formarsi proprio a partire dall'incontro tra ovulo femminile e spermatozoo maschile.

La data della gravidanza però non coincide con la data effettiva dell'embrione, poiché nel calcolo vengono conteggiate le settimane intercorse tra l'ultima mestruazione e la data del concepimento. Non è possibile quindi utilizzare la data del concepimento perché quest'ultima non è mai certa, anche se la donna riferisce un unico rapporto sessuale all'interno del mese. Ciò accade perché il concepimento può avvenire anche a distanza di giorni dal rapporto sessuale, e stessa cosa succede rispetto alla data dell'ovulazione. Questo è permesso dalla finestra temporale, di alcuni giorni, della vitalità non solo dell'ovulo ma anche degli spermatozoi nel canale vaginale. Si presume che il concepimento, ovvero l'incontro tra lo spermatozoo e l'ovulo all'interno della tuba, avvenga all'incirca da 5 giorni prima a 5 giorni dopo l'avvenuta ovulazione.

In conclusione, la data del concepimento e dell'ovulazione non sono mai certe, mentre la data dell'ultima mestruazione è certa, ed è a partire da questa che si basa il calcolo delle settimane di gravidanza.

Quando il calcolo con l'ultimo ciclo non è valido

Il calcolo si basa sull'ultimo ciclo in donne con un intervallo tra i cicli di due settimane. Ma sappiamo che molte donne hanno intervalli tra i cicli più corti o più lunghi di 28 giorni. Ciò comporta che le settimane di gestazione possono differire, in queste mamme, anche di un paio di settimane.

Le settimane di gravidanza sono quindi affette da un errore, in tutte le donne in cui l'ovulazione non avviene esattamente a due settimane dall'arrivo del ciclo, ovvero in tutte le mamme che hanno un intervallo tra i cicli maggiore o minore rispetto ai 28 giorni, presi come standard nel calcolo della gestazione. Esiste però una percentuale di errore anche nelle donne che presentano intervalli regolari di 28 giorni, nelle quali si evidenzia ecograficamente un'età gestazionale differente da quella basata sul calcolo dell'ultimo ciclo mestruale.

In tutti questi casi, la prima ecografia ostetrica, determinerà la vera datazione gestazionale, attraverso la misurazione di un preciso parametro: la lunghezza vertice-sacro (CRL) dell'embrione.

Per rendere accurato il calcolo della gravidanza, è raccomandato eseguire la prima ecografia ostetrica, entro le prime 10 settimane di gestazione. Questo è il periodo migliore per porre una datazione precisa, poiché la lunghezza dell'embrione, sulla quale si basa la datazione ecografica, risulta essere omogenea tra gli embrioni. Dopo tale periodo, i risultati possono non risultare attendibili, perché subentrano dei fattori che influenzano il risultato. Gli embrioni dopo la 10 settimana non sono più omogenei tra di loro, alcuni sono più grandi, mentre altri più piccoli rispetto alla media della lunghezza embrionaria. Tra i fattori che incidono ricordiamo qualcuno: il fumo di sigaretta, il diabete gestazionale, la costituzione dei genitori.

L'ecografia del primo trimestre, è un esame non invasivo, indolore, che si effettua in ambulatorio in poco tempo. Attraverso una sonda ecografica transvaginale, il ginecologo individua l'embrione nell'utero, e misura la sua lunghezza dalla testa al sacro. E' bene ricordare che la determinazione della datazione gestazionale è solo una delle finalità della prima ecografia ostetrica, fortemente raccomandata.

Le onde ultrasonore non apportano alcun tipo di danno nello sviluppo del feto, non aumentando i rischi né per la mamma, né per il bambino. L'esame può evidenziare un risultato discrepante tra la datazione ecografica e la datazione a partire dalla data dell'ultima mestruazione. Se si evidenziasse tale discrepanza, il ginecologo esegue una ridatazione, quando la differenza è uguale o maggiore a 1 settimana. La donna deve indicare sempre, da quel momento, la nuova data dell'ultima mestruazione “ecografica” e la nuova data presunta del parto modificata, poiché è quella più accurata.

Per non confondersi, nel calcolare le settimane di gravidanza, la donna deve inserire nella data dell'ultima mestruazione, la data fornita dal ginecologo, indicata come “ultima mestruazione ecografica”, e non quella della mestruazione realmente avvenuta.

I tre trimestri della gravidanza

Per comodità la gravidanza viene suddivisa in tre trimestri che vengono cosi individuati:

  • Primo trimestre: da 0 a 13 settimane;
  • Secondo trimestre: da 13 a 26 settimane;
  • Terzo trimestre: da 26 a 40 settimane

I nove mesi della gravidanza

All'interno di ciascun trimestre, si possono individuare i mesi in questo modo:

  • Primo mese: dal primo giorno dell'ultima mestruazione fino a 4 settimane + 3 giorni (0w - 4w+3).
  • Secondo mese: da 4 settimane + 4 giorni a 8 settimane + 5 giorni (4w+4 - 8w+5)
  • Terzo mese: da 8 settimane + 6 giorni a 13 settimane + 1 giorno (8w+6 - 13w+1)
  • Quarto mese: da 13 settimane + 2 giorni a 17 settimane + 4 giorni (13w+2 - 17w+4)
  • Quinto mese: da 17 settimane + 5 giorni a 21 settimane + 6 giorni (17w+5 a 21w+6)
  • Sesto mese: da 22 settimane + 0 giorni a 26 settimane + 2 giorni (22w - 26w+2)
  • Settimo mese: da 26 settimane + 3 giorni a 30 settimane + 4 giorni (26w+3 - 30w+4)
  • Ottavo mese: da 30 settimane + 5 giorni a 35 settimane + 0 giorni (30w+5 - 35w)
  • Nono mese: da 35 settimane + 1 giorno a 40 settimane + 0 giorni (35w+1 - 40w)

Il significato della data presunta del parto

In una gravidanza fisiologica il parto si espleta attorno ai 280 giorni dalla data del primo giorno dell'ultimo ciclo (WHO). Tale periodo viene considerato di 9 mesi, ma per essere precisi sarebbe corretto indicare 40 settimane. Tale periodo coincide con la data presunta del parto, quella che troverete scritta nei referti del medico come DPP. Questa data è però una data ipotetica, poiché il bambino potrà nascere qualche settimana prima o qualche settimana dopo.

Fisiologicamente il bambino può nascere dalla 37 settimana (259 giorni) alla 42 settimana di gravidanza (294 giorni). Prima di tale periodo si parla di parto pretermine, mentre una gravidanza oltre le 40 settimana è definita gravidanza protratta. La variabilità della durata della gestazione è determinata dalla presenza di alcuni fattori: l'impossibilità di dire con certezza quando è avvenuto il concepimento, l'età materna, lo stato di salute e il peso della donna, nonché la genetica.

Quindi la DPP, essendo solo una data “presunta”, non è mai certa, ma è di estrema importanza conoscerla perché permette di individuare i casi di parti prematuri e di impostare un adeguato monitoraggio, ed eventualmente un'induzione del parto, se si dovesse prolungare oltre le 40 settimane.

Conoscere il termine della gestazione, permette una corretta assistenza della donna al parto, sia nei casi di parti prematuri (ovvero prima delle 37 settimane di gravidanza) sia nei casi di gravidanza protratta (ovvero dopo le 40 settimane di gravidanza), condizioni entrambe che comportano un aumentato rischio per il nascituro.

Categoria: gravidanza

Dott.ssa Farah D'odorico

Dott.ssa Farah D'odorico

ostetrica Udine